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Si perde nella notte dei tempi l’origine dei trulli: case di pietra con sopra un tetto a cono. Ai bambini sembra un cono di gelato capovolto. Ai turisti del Nord Europa fanno venire in mente i folletti delle foreste. Costruzioni in pietra a secco, con volte più o meno coniche o mozzate, se ne trovano dall’Irlanda celtica fino ai nuraghe della Sardegna per poi arrivare in Puglia. Fra leggenda e realtà, una delle poche storie documentate è quella che imponeva ai contadini (per volere del feudatario) di costruire senza malta: così i trulli, all’arrivo dell’esattore delle tasse, potevano essere smontati e tornare ad essere dei cumuli di pietra. 
La tradizione orale ha trasmesso fino a noi il racconto secondo il quale questa antica forma di architettura spontanea che sono i trulli, avesse al suo interno un temibile segno del potere feudale al quale spesso hanno cercato (invano) di ribellarsi. Pare che quella sorta di gancio, in cima all’abitazione, fosse usato dai feudatari contro il contadino che non pagava le gabelle: il padrone lo agganciava alla cima del tetto ad una corda e lo tirava giù!
 

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